23 gennaio 2017

Thom Thom

Thom Thom, alias Thomas Louis Jacques Schmitt, dal 2000, armato di un taglierino e di una grande immaginazione, se la prende con gli annunci sovrapposti dei pannelli quattro metri per tre sparsi in tutta Parigi, trasformandoli, dando loro nuova vita e rendendo arte manifesti pubblicitari, attività che lo ha cacciato nei guai più di una volta.

E’ il distruttore dei manifesti pubblicitari, un artista urbano parigino che lavora sui cartelloni pubblicitari tagliandoli, ritagliandoli ed incidendoli per ricostruire e ricomporre un nuovo soggetto pubblicitario: a mano a mano che Thom Thom taglia via strati di annunci, appaiono nuovi messaggi, immagini e volti che mostrano quello che non si riusciva a vedere, creando opere meravigliose che assomigliano a mosaici e che diventano dei patchwork che giocano sullo spessore, sulla grana della carta, sulla profondità dei colori e sui temi. 

Thom Thom (ha dovuto aggiungere l’h per non chiamarsi come una famosa marca) denuncia la bruttezza di una pubblicità onnipresente che però gli offre grandi opportunità e molta ispirazione.

Il processo di ricostruzione delle immagini dal loro layout originale ad un metodo di trasformazione creativa, utilizzando altre immagini, necessita di un lavoro molto scrupoloso e preciso. Il risultato è sorprendente, con un’incredibile attenzione al dettaglio.

L'arte urbana è effimera per natura. Il lavoro di Thom Thom lo è ancora di più, sottomesso all’implacabile avanzamento dei contratti pubblicitari e sempre ricoperto da nuovi annunci.


19 gennaio 2017

Sky Ferreira - Everything is embarrassing

Il video di “Everything is embarrassing”, semplice ed artistico, è stato girato in un giorno senza alcun budget. La clip, in bianco e nero, vede Sky Ferreira cantare, imbronciata ed in posa nel suo body nero anni ’90, in varie location di Los Angeles: al parco giochi, in metro e sopra ad un tetto.


16 gennaio 2017

Komono

Fondato dai due designer belgi Anton Janssens e Raf Maes nel 2009, Komono è un marchio specializzato nella realizzazione di orologi.

Il marchio è radicato nella tradizione belga della lavorazione artigianale, di alta qualità e dedizione.

Komono in giapponese significa “piccole cose” e i due designer hanno scelto questo nome perché sono i piccoli dettagli a fare la differenza. Così la semplicità delle forme incontra fantasie singolari, accenti di colore e dettagli inaspettati per creare accessori senza tempo. 

Gli orologi Komono sono frutto di ricerca, originalità ed innovazione dei materiali utilizzati. Ciò che si nota immediatamente è lo stile: uno stile che richiama il passato ma che è allo stesso tempo sofisticato e che riesce a combaciarsi con il futuro. E’ la combinazione perfetta tra il design classico e il moderno.

Komono - Moneypenny rose gold brown  49,95€

12 gennaio 2017

Dum dum girls - Lord knows

Il video crepuscolare di “Lord knows” vede una Dee Dee biondissima nel ruolo di una sacerdotessa a capo di una setta che detta, a suon di cantato, un rituale in cui è previsto un sacrificio umano.


9 gennaio 2017

Blazer

Il blazer è un capo di abbigliamento intermedio tra la giacca e il cardigan. È un tipo di giacca di taglio dritto e maschile, spesso a doppio petto, di tessuto in panno resistente, con bottoni metallici, tasche a toppa e taschino su cui è frequentemente applicato o ricamato uno stemma. Il blazer fa spesso parte di una divisa, come quelle tipiche di alcuni college inglesi.

Il primo blazer ha origini anglosassoni ed è legato alle divise militari, infatti la giacca a doppio petto blu con bottoni d’oro divenne l'uniforme ufficiale della Royal Navy inglese.

Caratteristici del blazer sono la silhouette sartoriale e i dettagli meticolosi.

Negli anni Ottanta le donne lo rubano letteralmente al guardaroba maschile, facendolo entrare di diritto in quello femminile, rivedendone la silhouette, facendolo diventare meno rigido e strutturato, rendendolo più femminile e oggi è uno di quei capi di abbigliamento più indossati dalle donne.

Negli ultimi anni si è assistito ad un revival del blazer, non solo quindi relegato alle occasioni formali o alle divise, ma vero e proprio capo passepartout poiché si presta per essere indossato in svariate occasioni.

È pratico: sta bene sotto il cappotto, ma se non fa troppo freddo va benissimo anche da solo come capospalla. Si adegua a tutte le figure.  È l'ideale al lavoro perché garantisce un’aria curata e autorevole.  Aggiunge eleganza a qualsiasi pezzo base, dalla T-shirt alla camicia, al pull, all'abito. È trasformista: le sue versioni sono innumerevoli, di tantissimi tessuti, tagli e fantasie senza perdere la sua identità.


2. Zara
4. H&M

8 dicembre 2016

Anna Karenina

"Anna Karenina" è un film drammatico del 2012 diretto da Joe Wright, tratto dall'omonimo romanzo di Lev Tolstoj.

Russia, 1874. L'aristocratica Anna Karenina è la moglie di Aleksej Karenin, un ufficiale governativo di alto rango, al quale ha dato un figlio. Suo fratello Stiva, impenitente fedifrago, ha tradito per l’ennesima volta la moglie Dolly e Anna viene chiamata da Stiva, attraverso una lettera, da San Pietroburgo a Mosca, chiedendole di raggiungerlo per intercedere per lui ed aiutarlo a salvare il suo matrimonio convincendo la cognata Dolly a non lasciarlo. Durante il viaggio conosce la contessa Vronskaja e ne incrocia l'affascinante figlio, il conte Vronskij, con il quale scoppia immediatamente una scintilla di reciproca attrazione.

Intanto Konstantin Dmitrič Levin, amico di Stiva, arriva a Mosca per chiedere in sposa la sorella minore di Dolly, Kitty, che rifiuta perché aspetta e spera una proposta dal conte Vronskij, il quale però la trascura perché innamorato di Anna. Dopo aver parlato ed essersi confrontata con Dolly ed inquieta per le insistenti attenzioni di Vronskij, Anna ritorna immediatamente a San Pietroburgo, ma Vronskij la segue sullo stesso treno. Nel frattempo Levin, abbattutto per il rifiuto di Kitty, ritorna al podere che gestisce lui stesso e riprende a curare le sue terre, abbandonando ogni speranza di matrimonio. Anna si rende conto di essere intrappolata in un matrimonio infelice e che non la soddisfa e con un grande atto di coraggio, sfidando e andando contro le convenzioni della società cui appartiente, segue il suo cuore alla ricerca di una vita migliore, per intraprendere una relazione passionale con il conte Vronskij, rimanendo incinta.

Quando Vronskij ha un incidente cadendo da cavallo durante una gara, Anna rende palesi i suoi sentimenti al pubblico e al marito Karenin che, rifiutando l'idea di separarsi da Anna, la mette in una situazione molto frustrante, minacciandola di non lasciarle più vedere il figlio nel caso frequenti ancora Vronskij e non interrompa la relazione con lui. Anna rifiuta di essere ancora infelice e continua a vedersi con il conte, non interrompendo la relazione extraconiugale. Quando Karenin viene a conoscenza del fatto che Anna sta morendo per problematiche legate al parto, decide di recarsi al suo capezzale perdonando sia la moglie che l’amante Vronskij. Anna alla fine migliora e riesce a salvarsi, chiama sua figlia Anja e prende la decisione di partire con il conte.

Nel frattempo Levin riesce a conquistare Kitty, si riconciliano e alla fine il matrimonio da lui tanto desiderato si concretizza. Quando Levin scopre che suo fratello Nikolaj sta per morire, va con la moglie al suo capezzale e Kitty si occupa di lui fino alla morte, nonostante sia incinta. Vronskij e Anna nel frattempo tornano in Russia. 

La relazione tra i due inizia però ad essere sempre più tesa, dominata dal risentimento provocato da un'ingiustificata ed esasperata gelosia di Anna, ferita dalle chiacchiere, dalla mancanza del figlio e da una crescente distanza del conte Vronskij. Mentre Vronskij si trova fuori casa, Anna, in uno stato di forte confusione e disperazione, si suicida lanciandosi sotto un treno.



5 dicembre 2016

Ventiquattore

La ventiquattrore è una valigetta di piccole dimensioni, solitamente rigida, utilizzata per contenere e trasportare gli effetti personali e l'occorrente necessario in caso di brevi viaggi, di un solo giorno o comunque per un numero limitato di giorni.

È molto diffusa anche in ambito lavorativo per trasportare carte di vario genere e documenti, oltre ad un eventuale computer portatile.



1 dicembre 2016

Se mi lasci ti cancello

“Se mi lasci ti cancello” è un film del 2004 diretto da Michel Gondry.

La storia è incentrata sulle vicende di Joel e Clementine, una coppia di fidanzati. Quando la relazione tra i due finisce, la ragazza decide, mediante un procedimento scientifico, di ricorrere ad un’operazione per farsi asportare dalla mente la sezione della memoria relativa alla sua storia con Joel in modo tale da cancellare i ricordi del loro rapporto tumultuoso. Il giovane, una volta venuto a conoscenza di questo fatto, allibito e disperato, sceglie di fare altrettanto e si rivolge all’inventore di tale metodo, il dottor Howard Mierzwiak, per sottoporsi allo stesso trattamento e farsi cancellare Clementine dalla propria memoria. Durante il procedimento però cambia idea perché intanto che i ricordi iniziano a scomparire progressivamente, rivive i momenti iniziali e si rende conto di non volerli cancellare e, anzi, riscopre il suo amore per Clementine. Dal profondo dei recessi della sua mente, Joel lotta per sfuggire al procedimento. Il Dr. Mierzwiak e la sua équipe si lanciano al suo inseguimento attraverso il labirinto dei suoi ricordi, ma diventa presto evidente che Joel non riesce a togliersi Clementine dalla testa.


Punti Poperie: Il titolo originale, "Eternal sunshine of the spotless mind", è preso da un verso del poeta inglese Alexander Pope.

Punti Poperie (II): Sembra che il film riprenderà vita sotto forma di una serie tv.

29 novembre 2016

Terhi Pölkki

Le collezioni di calzature di Terhi Pölkki contengono tutto il minimalismo scandinavo, la praticità tipica di questi luoghi ed il design pulito ed essenziale che ci si aspetta da una designer finlandese, con forme semplici e materiali che vanno dalla pelle di renna, al sughero ed al legno di betulla finlandese per zoccoli e tacchi.

Il marchio Terhi Pölkki viene ufficialmente lanciato nel 2011 e fin da subito la designer pone l’accento su sostenibilità ambientale ed etica personale, che diventano parole chiave del suo lavoro perché rispetto per ambiente e persone sono elementi imprescindibili.

Tutti i materiali utilizzati sono ecologici ed il processo di produzione è ben pensato per ridurre gli sprechi. I pellami utilizzati per le scarpe sono conciati al vegetale e non contengono cromo o altri metalli pesanti che vengono comunemente utilizzati come coloranti e per far sì che la pelle duri più a lungo. Gli stessi pellami sono inoltre acquistati da concerie che conciano le pelli seguendo una riduzione dei consumi d’acqua durante il processo di lavorazione.

La produzione si trova in Europa, con fabbriche in Portogallo e Finlandia che offrono buone condizioni di lavoro per i dipendenti.

Il prodotto di punta del marchio sono gli zoccoli, realizzati in una piccola fabbrica in Finlandia.

Tutte le scarpe prendono il nome da una persona speciale per Terhi.

Il target di clientela è qualsiasi donna che voglia scarpe dall’aspetto moderno ed elegante e fatte con materiali sostenibili.